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CASA FAMIGLIA e CENTRO DIURNO per ANZIANI

Il Sorriso, Soc.Coop.Sociale Onlus, pur essendo una realtà costituita recentemente, ha già al suo attivo la realizzazione e la gestione del centro diurno per Anziani di Castiglione D'Adda che oggi si presenta come una delle risorse più attive sul territorio, in grado di soddisfare i bisogni socio-assistenziali ed infermieristici degli anziani e di fornire un efficace sostegno alle famiglie che si occupano quotidianamente della cura e assistenza degli stessi. Sempre a supporto dei bisogni della terza età, nasce il Progetto CASA FAMIGLIA ANZIANI, un luogo dove coniugare il bisogno di assistenza con quello di autonomia e socialità. Pertanto la Casa Famiglia Anziana in collaborazione con il Centro Diurno saranno in grado di fornire tutta una serie di prestazioni e servizi di cui il territorio risulta carente, personalizzando gli interventi sulle esigenze individuali degli ospiti. Fra le prestazioni che il Centro diurno attualmente fornisce, ricordiamo: pasti a domicilio e presso la nostra struttura, prestazioni infermieristiche, prelievi del sangue a domicilio, igiene personale a domicilio dell'utente o presso il centro, incontri formativi, attività socializzanti e finalizzate al mantenimento delle capacità residuali degli utenti, consulenza psicosociale e segretariato sociale.

Come convincere un anziano ad entrare in una struttura.

Ogni volta che un parente mi contatta per chiedere informazioni sulla nostra struttura, la prima domanda che mi viene posta è: “ ma come posso convincere mia madre/padre ad andare in un centro diurno”?
Questa è sicuramente la prima difficoltà che si incontra nel rapporto con le famiglia ma anche nella relazione con l’utente.
Per rispondere a questa domanda che mi viene posta frequentemente, illustro alcuni consigli che potrebbero essere utili ai familiari che intendono affrontare questo problema con i loro cari che necessitano di assistenza.

Non ci stiamo sbarazzando di loro
Per prima cosa, far capire al proprio familiare (madre, padre che sia) che non abbiamo intenzione di sbarazzarci di loro. Il fatto di voler portare il familiare anziano in una struttura (centro diurno ma anche struttura residenziale) è solo una modalità per farlo star meglio, quindi con chiari termini è opportuno spiegargli le difficoltà che si incontrano quotidianamente nell’assisterli nei loro bisogni principali.

Renderli partecipi
Un altro consiglio che spesso si rivela molto utile è quello di renderli partecipi nella scelta della struttura e del percorso assistenziale che si intende perseguire. Quindi accompagnarli ad esempio nei colloqui con il personale della struttura, fargliela visitare e chiedere un loro parere potrebbe essere utile per farli sentire ancora autonomi e non “depositati” come un pacco. L’attuale realtà dei centri diurni e/o case famiglia presenti sul nostro territorio è ben diversa da quella di qualche anno fa. Pertanto oggi tali strutture sono sempre meno “istituzionalizzate” e sempre più luoghi dove si predilige l’autonomia e il mantenimento delle capacità residue degli ospiti. Insomma, veri e propri luoghi di incontro e socializzazione dove la persona ospitata potrà crearsi un nuovo gruppo di amici con cui condividere dei piacevoli momenti.

Ascoltare le loro motivazioni e valutare insieme in cambiamento
E’ piuttosto difficile da realizzarsi soprattutto se il familiare di riferimento è piuttosto ostile al cambiamento, ma è sempre opportuno ascoltare le motivazioni per cui una persona non accetta una determinata scelta. Di solito, la vera ragione per cui l’anziano non accetta di andare in una struttura è semplicemente la “paura”. L’anziano istituzionalizzato teme di non essere più autonomo, di perdere le proprie abitudini, di non essere più “utile” a nessuno. In questi casi è importante spiegare bene le ragioni del cambiamento, ovvero in primis la sicurezza stessa dell’anziano, il fatto di non dover più pensare da solo ai suoi bisogni primari (cucinare, fare la spesa…) e di agevolare la sua stessa famiglia nel lavoro assistenziale. Insieme al personale presente nelle strutturo, poi si concorderà la soluzione migliore.

Essere convinti della scelta
Spesso sono gli stessi familiare ad essere ostili (in maniera inconscia) al cambiamento e quindi riflettono questa loro insicurezza sulle scelte dell’anziano, rendendo l’entrata in struttura ancora più difficile. Il consiglio è quello di essere convinti di fare la “cosa giusta” nell’interesse dell’ospite e quindi di non ostacolare tale passaggio.


Assistente sociale:
Dott.ssa Passante Giuliana

Casa Famiglia Maria e Giuseppe - via Roma 39/41 - 26823 Castiglione d'Adda - Lodi - Gestione " il Sorriso Soc. Cooperativa Sociale Onlus" -  P.iva/C.F. 08583880961